Contraffazione di Hogan e Prada

da “rifiutati.altervista.org”

Fabbricavano e consegnavano scarpe contraffatte. Si preparavano ad inondare l’Italia intera di scarpe contraffatte riportanti vari marchi famosi sul mercato. A scoprire l’ennesima attività di produzione, contraffazione e vendita di calzature illegali, sono stati i militari della compagnia guardia di finanza di Afragola diretti dal capitano Sergio De Sarno. Nello specifico, da una accurata indagine messa in atto su vari territori a Nord di Napoli, tra cui Aversa, Giugliano, Napoli, e San Antimo, i finanzieri di Afragola, mettono a segno un duro colpo al mondo della contraffazione, scoprendo fabbriche e depositi del falso che producevano scarpe appartenenti a noti marchi come “Hogan e Prada”. L’indagine rivelatosi poi molto complessa ma chiusa in breve tempo, parte proprio da un fermo di un automezzo a San Antimo carico di materiale tra cui suole e tomaie. Scattano immediatamente le indagini. Gli inquirenti ritengono che i prodotti ritrovati appartengono a qualche azienda o deposito della zona che produce merce contraffatta. Dall’indagine scaturita nel 2007 dove gli stessi militari portarono a segno l’operazione denominata Blak shoes”, focalizzano le indagini sul territorio effettuando una serie di controlli dai quali scoprono quattro depositi tra Napoli, Giugliano, Aversa, ed una fabbrica sempre ad Aversa. Con dei blitz a sorpresa, i militari delle fiamme gialle scoprono un enorme giro d’affari messo in atto da nove persone tra cui tre di Napoli quartiere Secondigliano, uno di San Antimo, tre di Aversa e due di Giugliano, e sette operai in regola ma denunciati anche loro per produzione e fabbricazione di scarpe contraffatte immesse sul mercato. All’interno dei depositi vi era di tutto. Duemila e cinquecento paia di scarpe pronte per essere immesse sul mercato. Quaranta quattro mila prodotti semi lavorati tra cui suole, tomaie loghi plantari ed imballaggi, e piu di seimila metri di pellami per la costruzione delle scarpe. Secondo una prima analisi fatta dagli esperti delle fiamme gialle, la lavorazione del materiale era molto accurata. Era molto difficile scoprire il prodotto originale dal falso in quanto la fabbrica di quattrocento metri quadrati, aveva all’interno cinquanta macchinari dove gli operai lavoravano il prodotto in modo quasi originale. Sotto chiave è finito anche la documentazione aziendale. Cioè documenti di trasporto, fatture e quant’altro finito al vaglio degli inquirenti. Da una prima ipotesi, pare che i nove soci, che gestivano sia i depositi che la fabbrica del falso, smerciavano le scarpe illegali per tutta Italia. La destinazione, erano principalmente mercatini rionali, e piccoli negozianti anche della zona. Un business secondo gli inquirenti pari a piu di seicentomila euro l’anno. Il valore dell’interno ammontare del sequestro, secondo gli inquirenti si avvicina al milione e mezzo di euro. Per adesso ci sono ancora indagini in corso in quanto non si esclude che sia per i titolari che per gli operai potrebbero scattare delle misure restrittive. Dunque, gli inquirenti non escludono che dietro all’enorme affare della contraffazione delle scarpe potrebbe celarsi tranquillamente la mano della camorra.

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L’artigianalità Moreschi

Il Sole-24 Ore – 6 Aprile 2012

Aggirandosi nel luminoso stabilimento Moreschi di Vigevano, alle porte di Milano, saltano all’occhio molte cose, specie per chi non è abituato a vedere tanti artigiani del ventesimo secolo all’opera. La prima è la pulizia dei luoghi e dell’aria, il relativo silenzio – si tratta pur sempre di una fabbrica – e lo spazio vitale che hanno a disposizione i circa 300 lavoratori dell’azienda, specializzata da tre generazioni in calzature da uomo di fascia alta (ma che da qualche anno produce anche quelle da donna). La seconda sorpresa sono le biciclette gialle, usate dai dipendente per muoversi agevolmente, magari sgranchendosi anche un po’ le gambe, tra un reparto e l’altro. Una terza caratteristica è la concentrazione in cui tutti sembrano immersi: vestiti di camici bianchi, gli artigiani di Moreschi (per il 60% donne) assomigliano a “sacerdoti delle calzature”, i loro gesti sapienti e soprattutto i loro sguardi trasmettono la bellezza del lavoro artigianale, anche quando è fatto con l’aiuto di piccole o grandi macchine, tutte costruite su misura per Moreschi da aziende specializzate della zona di Vigevano, dove sopravvive una vera e propria filiera calzaturiera, caso forse unico in Italia.

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Nel Brenta a «scuola» di calzature

Il Sole-24 Ore – 2012-04-04

Parte dalle scuole elementari la campagna di formazione decisa dall’Anci (associazione nazionale calzaturieri italiani) per far fronte alla mancanza di nuove leve. Emblematico il caso della Riviera del Brenta: qui si producono circa 20 milioni di paia di scarpe di lusso ogni anno, il 95% delle quali femminili, per brand come Giorgio Armani, Louis Vuitton, Chanel, Prada, Christian Dior, Yves St Laurent destinati per lo più ai mercati esteri (per un valore pari al 91% del miliardo e 700milioni di fatturato annuo).

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Il «made in» di NeroGiardini

da “Il Sole 24 Ore” – 4 Marzo 2012

Tra le attività l’azienda sta finanziando un corso di formazione destinato ai giovani-

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Linee innovative e dettagli ricercati per Tod’s

Nel 2011 il fatturato del marchio del gruppo di Della Valle è cresciuto del 19,8% Continua a leggere

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Scarpe, il settore traina la crescita

La Gazzetta del Sud online – 22 febbario 2012

Non è facile produrre scarpe in Italia. I consumi interni sono deboli, i pagamenti in ritardo, i crediti delle banche sempre più esigui. Ma i calzaturifici crescono nel 2011 e, dopo dodici anni, per la prima volta, ricominciano a creare lavoro. L’aumento degli occupati è in media dell’1%, fino a quasi 81 mila addetti diretti; «dopo l’ultimo decennio, per noi sono percentuali cinesi», ha affermato con orgoglio il presidente dell’Anci-Associazione nazionale calzaturifici italiani, Cleto Sagripanti, presentando alla Camera il quarto “Shoe report”. Il ricorso alla cassa integrazione cala del 35% nell’ultimo anno.

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Da Bulgari a Valentino, settore nel mirino

Molti i marchi storici come Gucci, Ferré e Bottega Veneta passati in mani estere
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Gelata sul 2012 del sistema moda

da “Il Sole-24 Ore” – 15 febbraio 2012

Scenari. Il 2011 si è chiuso con un fatturato di 63,5 miliardi, in crescita del 5,5%, ma quest’anno è previsto un calo del 5,2%

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Spinta dalla novità delle scarpe da lavoro

dal “Corriere del mezzogiorno – Bari”  7 febbraio 2012

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Loriblu apre dieci negozi e scommette sulla Cina

da “Il Sole 24 Ore” – 7 febbraio 2012

Dopo gli ottimi risultati del 2011, Loriblu prosegue l’espansione in Italia e all’estero. L’azienda marchigiana di calzature e accessori guidata da Graziano Cuccù e Annarita Pilotti prevede di inaugurare nel 2012 dieci monomarca, che si aggiungeranno agli otto aperti negli ultimi anni. Entro il primo semestre verrà tagliato il nastro delle boutique di Porto Rotondo, Capri, Bari e Montecatini Terme, mentre all’estero saranno inaugurate le vetrine di Pechino (City Mall), Mosca (Okhotny Ryad Shopping Center) e Parigi. «L’80% dei monomarca sarà a gestione diretta – spiega Annarita Pilotti, che guida la Loriblu con il marito stilista Graziano Cuccù –. Rafforzeremo la nostra presenza nei Paesi dell’est partendo dalla città russa di Kabarovsk, per continuare con importanti location in Italia, Emirati Arabi (nella foto, il negozio di Doha), Canada e Libano».

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