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Madic Staff
La riunione del Comitato Antidumping tenutasi a Bruxelles il 20 luglio ha dato un parere negativo sulla proposta circolata nelle scorse settimane su un sistema di quote per le quali solo una parte delle calzature in pelle importate da Cina e Vietnam sarebbero state gravate da dazi. A questo proposito Rossano Soldini, Presidente di Anci, l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani ha sottolineato: «E’ stata la conferma di quanto avevamo scritto nella lettera aperta al Commissario Europeo Peter Mandelson sul Financial Times Europe: la proposta del Commissario era illegittima e totalmente discrezionale».
La proposta di Mandelson si proponeva di escludere annualmente dai dazi antidumping 140 milioni di paia di calzature in pelle provenienti dalla Cina e 95 milioni di paia provenienti dal Vietnam.
Soldini ha rimarcato che «E’ stato confermato il fatto che sia nel metodo sia nel merito la proposta di mettere un tetto esente da dazi fissato a 140 milioni di paia è ritenuta inaccettabile da 13 paesi membri. Si tratta infatti di una soluzione del tutto discrezionale che si pone al di fuori delle regole previste dalla legislazione europea. E’ inaccettabile perché il dumping da Cina e Vietnam è stato accertato ed ora si vuole trovare una soluzione che non faccia “troppo male” ai commercianti-importatori del nord Europa».
«Ci aspettiamo che la Commissione applichi le regole – ha aggiunto il Presidente di Anci - ovvero che imponga dazi del 23% su tutte le scarpe in pelle importate dalla Cina e del 29,5% su quelle vietnamite senza nessuna esenzione perché se il dumping è stato accertato qualunque formula alternativa sarebbe illegittima e creerebbe un pericoloso precedente, oltre che minare seriamente la credibilità della Ue».
Ora la parola passa ai Governi nazionali che saranno sentiti nei prossimi giorni dalla Direzione Generale del Commercio per valutare proposte alternative.
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